Ieri si è verificato un movimento tecnico che secondo noi è stato piuttosto rilevante.
I mercati azionari americani hanno registrato un affondo ribassista. Prendendo come riferimento il Nasdaq 100 per semplicità, l’indice è arrivato a perdere circa il 2% intorno alle 16. Successivamente è partito il classico buy the dip che però questa volta non è riuscito a riportare il mercato neppure in parità. Il rimbalzo si è infatti esaurito rapidamente e la chiusura dell’indice è avvenuta vicino ai minimi giornalieri.
A prima vista può sembrare un movimento ordinario, ma nel mercato attuale è raro che un buy the dip venga completamente annullato nella stessa seduta. Questo secondo noi indica che alcuni operatori stanno effettuando derisking e/o deleveraging, spostando capitale verso liquidità o verso asset più sicuri (non ancora) a causa della volatilità in aumento sull’azionario.
In sostanza si è sfruttato il breve movimento rialzista per vendere nuovamente asset, probabilmente per ricostituire margini di portafoglio e ridurre la volatilità nel breve termine. Tutto ciò avviene anche in vista dell’evento chiave di questa sera, cioè la trimestrale di Nvidia.
Dopo la chiusura del mercato alle 22 saranno pubblicati i dati relativi al trimestre compreso tra giugno e settembre. Oltre ai numeri, sarà molto importante la forward guidance, che rappresenta le aspettative sul futuro dell’azienda e che può avere un impatto significativo sul prezzo del titolo.
Le attese sono per un utile per azione pari a 1.25 e per un fatturato di 54.8 miliardi. Sarà la differenza tra le previsioni e i dati effettivi a determinare la reazione del mercato. Considerando che circa l’80% per cento delle trimestrali supera le stime degli analisti, che in genere tendono a essere prudenti, riteniamo probabile che non ci saranno particolari sorprese negative. Va anche ricordato che un forte calo di Nvidia avrebbe ripercussioni sull’intero mercato e per questo motivo è plausibile che le stime siano state formulate in modo particolarmente cauto.
Resta meno prevedibile la parte relativa alla forward guidance. In un mercato guidato da tecnicismi, sentiment e livelli elevati di leva, anche una singola parola inattesa potrebbe non essere ben accolta e potrebbe favorire il proseguimento del micro trend ribassista iniziato a fine ottobre.
Vedremo anche che impatto avrà sulla forward guidance uno dei colli di bottiglia più discusso, che non riguarda la produzione di GPU ma la loro “messa a lavoro” nei data center. Il problema non è l’energia disponibile, bensì la rete elettrica, spesso obsoleta (in USA) e incapace di sostenere l’enorme fabbisogno richiesto dai nuovi centri di calcolo. In molti casi i data center restano pronti ma inutilizzabili per anni in attesa del collegamento alla rete.
Il punto fondamentale non è solo il ritardo in sé, ma il fatto che questi ritardi coinvolgono un prodotto con obsolescenza molto rapida, nell’ordine di due o tre anni. Se le GPU restano inutilizzate per troppo tempo, una parte significativa del loro valore economico e competitivo si perde ancora prima di essere messa a frutto.
Detto questo, si può aggiungere che, di solito, prima di trimestrali così importanti il mercato tende a salire, spinto dall’ottimismo generale e dal fatto che la maggior parte delle società supera le attese degli analisti.
Resta da vedere se anche oggi accadrà lo stesso, con un sentiment che appare sicuramente indebolito.